2024 ANNO DEL DRAGO DI LEGNO

CORSO SETTIMANALE DI QIGONG

Nuovo corso settimanale di QIGONG a Firenze presso il Centro Harmonia in via del Romito 8 d rosso (interno).

Le lezioni si svolgono ogni lunedì dalla 19 alle 20.30.

Il QIGONG migliora il benessere di articolazioni, muscoli, ossa e il funzionamento degli organi interni.

YI QUAN la boxe della mente

yi quan

yi quan

L’YI QUAN (pronuncia I Ciuen) è uno stile di Gong Fu (Kung Fu) creato dal Maestro cinese Wang Xiang Zhai (1885- 1963) sulla base della sua eccezionale esperienza nel campo delle arti marziali.

YI QUAN significa boxe della mente perché questa ha un ruolo fondamentale nell’allenamento; un altro nome dato a questo stile è DA CHENG QUAN (pronuncia Ta Chen Ciuen), che significa la boxe del grande compimento, per indicare un livello di efficacia che si avvicina alla perfezione. Gli stili di Gong Fu cinesi si dividono in esterni ed interni; gli esterni basano l’allenamento e l’efficacia sulla potenza fisica, gli interni sulla coltivazione dell’energia che scorre nei meridiani, che procura una forza di natura diversa da quella muscolare. Appartengono agli stili interni arti marziali come il TAIJI QUAN (T’ai Chi Chuan), il XING YI QUAN e il BAGUA ZHANG. Agli stili esterni tutte le altre forme di Gong Fu.

La pratica dell’YI QUAN potrebbe a prima vista ricordare il QI GONG, la ginnastica energetica della Medicina Tradizionale Cinese, ma non è così. Questa forma di Gong Fu è un sistema a sé stante e si basa in gran parte su un insieme di posizione statiche chiamate Zhang Zhuang, che potremmo tradurre del “palo eretto “ per indicare il radicamento che permettono di creare. L’ YI QUAN si compone di pratiche per la  salute (Yangsheng Zhuang) e pratiche per la preparazione al combattimento (Jiji Zhuang). Gli effetti della pratica dello Zhang Zhuang sulla salute sono veramente strabilianti, soprattutto per noi occidentali ai quali sembra incredibile che si possano curare efficacemente malattie importanti stando semplicemente immobili in una particolare postura; eppure, l’esperienza ha dimostrato che la pratica dello Yangsheng Zhuang ha risolto disturbi come la tracheite, malattie dello stomaco e dell’intestino, l’epatite, malattie cardiache, ipertensione, neuroastenia, artrite, reumatismi e varie altre patologie importanti. Gli esercizi di Zhang Zhuang sono stati introdotti con ottimi risultati negli ospedali cinesi fin dagli anni ’50. Se i pazienti non sono in grado di praticare in piedi, lo fanno seduti o, se ancora troppo deboli, in posizione sdraiata.

Per quanto riguarda l’arte marziale, la pratica dell’YI QUAN – DA CHENG QUAN si compone di varie fasi:

1) le posture (Zhang Zhuang);

2) la coltivazione della forza elastica interna (shi-li);

3) gli spostamenti (bu-fa);

4) l’emissione della forza esplosiva (fa-li o fa-jing);

5) l’emissione del suono (shi-sheng);

 

6) le tecniche di spinta (tui-shou);

 

7) la preparazione al combattimento istintivo (san-shou);

8) la danza dell’energia (jianwu). L’unicità delle caratteristiche dell’YI QUAN e il ruolo essenziale del lavoro della mente, sia per la pratica dello Yangsheng Zhuang che per dello Jijizhuang, fanno di questo stile di Gong Fu uno dei più efficaci in assoluto per il combattimento. Inoltre, il rilassamento fisico e la ricerca della pace interiore sono aspetti fondamentali di questa disciplina.

SPORT DA COMBATTIMENTO O ARTI MARZIALI?

Spesso queste definizioni vengono usate in modo intercambiabile, ma si riferiscono a pratiche caratterizzate da una filosofia molto diversa. Gli sport da combattimento sono, come dice il termine, degli sport, mentre le arti marziali dovrebbero essere espressione di una forma d’arte avente per oggetto il combattimento.

Sono sport da combattimento il pugilato, la lotta greco-romana, la savate francese, la kickboxing, la capoeira,  il jujitsu brasiliano e altre pratiche occidentali, anche se in questa categoria rientrano attività come il taekwondo coreano o la muay thai tailandese. Alcune tradizionali arti marziali giapponesi come il judo o il karate sono da anni sempre più caratterizzate da gare sportive. Fra gli sport da combattimento possiamo senz’altro annoverare la MMA (Mixed Martial Arts), mentre l’israeliano Krav Maga è un sistema di difesa personale efficace e diretto che mira a risolvere rapidamente un’aggressione. Ciò che tutte queste discipline hanno in comune è l’utilizzo della forza fisica nelle tecniche, per cui l’allenamento si basa sul potenziamento muscolare tramite l’uso dei pesi, sulla corsa, sul saltare la corda per rinforzare la funzionalità di cuore, polmoni ecc.

Diverse sono le arti marziali orientali, cinesi in particolare. Il vasto mondo del Wushu, meglio conosciuto come Kung Fu o Gong Fu, comprende discipline cosiddette esterne, che si  basano cioè sulla potenza fisica come quelle occidentali, e discipline interne, dove si coltiva l’energia interna o QI. Tra le prime possiamo annoverare ad esempio lo Shaolinquan, il Bajiquan, il Meihuaquan, l’Hongquan e il Tanglangquan.

Le arti interne usano invece l’energia ottenuta con particolari esercizi che non si servono di attrezzi, ma sono basati su posture e movimenti lenti che potenziano il QI che scorre nei meridiani. In questo tipo di allenamento, fondamentale è il ruolo della mente, che spesso significa andare oltre la calma per visualizzare particolari situazioni e sensazioni nelle quali immedesimarsi. Tre sono le classiche arti marziali definite interne: il Taijiquan, lo Xingyiquan e il Baguazhang. In queste discipline è forte l’influenza della filosofia taoista; nel Taijiquan  essa è data dal rapporto tra Yin e Yang, nel Xingyiquan dai Cinque Movimenti, nel Baguazhang dagli Otto Trigrammi. Nella cultura cinese, esiste uno stretta connessione tra arti marziali, filosofia e medicina tradizionale, purtroppo inesistente in Occidente, dove anzi questi aspetti  sono lontanissimi gli uni dagli altri. Grazie a tale legame, il sincero ricercatore ha l’occasione di operare su di sé una profonda trasformazione psicofisica e culturale. Attraverso gli esercizi propedeutici del Qigong, lo studio delle tecniche e degli effetti sulla salute che esse producono, il praticante migliora sensibilmente il suo stato di benessere, acquista sicurezza in sé stesso e nei rapporti con gli altri. Inoltre, dovrebbe essere in grado di conoscere e applicare le basi dell’ autodifesa. Ho usato il condizionale perché non sempre questo aspetto viene curato; spesso, l’insegnamento del Taijiquan in particolare, si basa sullo studio della “forma”, cioè della sequenza di movimenti tra loro concatenati che ne è l’ossatura, senza dare il dovuto peso alle applicazioni marziali e al tuishou, la “spinta con le mani”, che del Taijiquan è parte integrante. In questi casi, la disciplina assume l’aspetto di una danza anche molto bella ed elegante da vedere, ma priva del fondamentale contenuto energetico e marziale. La forma, tradizionalmente ritenuta importante, fu invece eliminata dal grande Maestro Wang Xiangzhai, fondatore dell’ Yiquan. Egli fuse mirabilmente l’essenza delle tre discipline interne togliendo da ciascuna la forma; ne è risultata un’ arte marziale estremamente efficace sia in combattimento che come pratica di salute. Base essenziale dell’ allenamento sono le posizioni Zhang Zhuang o del “palo eretto “, che si abbinano a specifiche visualizzazioni che potenziano grandemente l’energia interna e la forza esplosiva.

Vorrei chiudere queste note sulle arti marziali orientali con una riflessione su alcune discipline giapponesi. In esse non troviamo la coltivazione di pratiche del tipo Zhang Zhuang, ma troviamo il concetto di Ki, che molti identificano col QI cinese, ma che, a mio avviso, ha un significato che va al di là dell’ energia interna del corpo e assume una dimensione culturale molto più ampia. Il ruolo rivestito nelle discipline cinesi dal Taoismo, è svolto nelle arti marziali giapponesi dalla filosofia Zen; essa ci rimanda a un lontano ma decisivo legame tra India, Cina e Giappone; non dimentichiamo infatti che il termine giapponese zen è la traduzione del cinese Chan, che definisce il buddhismo introdotto dal monaco indiano Bodhidarma (Ta-Mo in cinese) duemilacinquecento anni fa. La filosofia Zen impregna di sé la cultura, la storia e la civiltà del Giappone; la ritroviamo nella Cerimonia del tè (C’ha no Yu), nella Via dei fiori (Kado), più nota come Ikebana, nel giardino tradizionale (Karesansui), e ovviamente , nelle arti marziali. Pensiamo soprattutto alla storia dei Samurai, alle loro regole di vita e d’onore, e alla Via della Spada. Oggi, questa trova applicazione nello Iaido (l’arte dell’ estrazione della spada), nel Kenjutsu (l’arte della spada) che utilizza una katana di legno e nel Kendo (la Via della Spada), che in quanto Via (Do) racchiude il percorso spirituale del praticante. Vorrei infine citare un’ arte meno conosciuta ma non meno importante, il Kyudo, il tiro con l’arco o, più correttamente, la Via dell’ Arco. Anche qui lo spirito Zen è fondamentale.

In conclusione, gli sport da combattimento possono essere indubbiamente una scelta di vita che, come in molte occasioni il pugilato, salva i giovani dall’ intraprendere una strada sbagliata che può costare cara. Le arti marziali orientali, in particolare cinesi e giapponesi, costituiscono un percorso culturale estremamente formativo che racchiude in sé delle filosofie e delle civiltà millenarie, certo lontane dalle nostre, ma per questo portatrici di una nuova, preziosissima ricchezza.

27 dicembre 2023